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Brundibar

Testo estratto da http://www.valcavallina.bergamo.it/

Qui di seguito la traduzione in italiano dell’opera a cura del prof. Massimo Celegato
Disponibile anche in formato pdf

La storia

La prima versione dell’opera fu redatta da Hans Krasa fra il 1938-39. Krasa, che della prima stesura aveva conservato solo la parte del coro, la orchestrò nuovamente nel ghetto di Terezin, dove era stato deportato insieme ad altri musicisti ebrei ceki.

Si tratta di un’opera per voci bianche e orchestra in sedici scene, per dieci bambini solisti, coro di bambini e diciotto strumentisti. A Terezin, per una serie di particolari circostanze, non mancavano né i bambini, né i musicisti: i nazisti l’avevano scelta come un campo di concentramento da offrire al mondo come un modello dei luoghi di raccolta degli ebrei esclusi dalla società. Serviva insomma a mascherare la terribile realtà dei campi di sterminio. Proprio Brundibar, che fu eseguita la prima volta il 23 settembre 1943, fu rappresentata davanti alla delegazione internazionale della Croce Rossa il 23 giugno 1944.

In occasione di quella visita i piccoli protagonisti di “Brundibar ricevettero cibo in abbondanza e persino cioccolata. Ma oggi sappiamo che dei trentamila bambini deportati a Terezin i sopravvissuti furono poco più di un centinaio.

La storia è semplice: Aninka e il suo fratello Pepicek hanno assolutamente bisogno di un po’ di latte per la loro mamma malata. Ma il latte costa molto e i due fratelli non possiedono soldi. Sulla piazza del mercato il gelataio, il panettiere e il lattaio vendono la loro merce. Aninka e Pepicek vedono il suonatore di organetto Brundibar, il quale grazie alla sua musica riceve molti soldi dagli adulti. I due decidono di imitarlo cantando una canzone allegra. Ma nessuno fa caso alle loro voci: sono troppo deboli in confronto alla forte musica prodotta dall’organetto. Ad un certo punto vengono cacciati via dal suonatore. Tristi, riflettono sul da farsi. Ecco che giungono il passero, il gatto e il cane per aiutarli. Gli animali conoscono tutti i bambini del vicinato e li radunano il giorno successivo. Tutti assieme cantano una canzone.

Finalmente gli adulti li ascoltano e Brundibar cerca invano di porre fine al canto dei bambini. Ora Aninka e Pepicek hanno denaro a sufficienza per comperare il latte. Ma lo spietato suonatore d’organetto si avvicina a loro e ruba tutti i soldi racimolati. Tutti i bambini e gli animali partono al suo inseguimento riuscendo a riprendersi ciò che spetta loro e festeggiano così la vittoria sul cattivo

Una bella favola per bambini, ma con un’intensa simbologia: il perfido Brundibar incarna la figura del male (l’oppressore nazista) e i fanciulli rappresentano le inermi vittime dello sterminio, che unendosi solidali fra di loro preludono un futuro riscatto (“la vittoria possiamo ottenere contro il malvagio dittatore/diamo al mondo un bell’esempio” atto II).

Vicenda dell’operetta

Nel ghetto di Terezin “Brundibár” fu eseguita per la prima volta il 23 settembre 1943 e poi, ancora, più di cinquanta volte ufficialmente. Ma il successo fu tale che in realtà le repliche furono innumerevoli, organizzate clandestinamente dai prigionieri nei luoghi più disparati del campo. Quasi tutti i bambini internati protagonisti furono poi trasferiti a Auschwitz, come anche il compositore Hans Kràsa, ucciso il 18.10.1944.

Il grande direttore Karel Ancérl, che faceva parte del gruppo dei musicisti, così scrive dei suoi compagni di Terezin:

“Ho sperimentato che la potenza della musica è così grande da poter portare nel suo regno qualunque essere umano che possieda un cuore e una mente aperta, da rendere possibile sopportare le più terribili ore della propria esistenza”.

Dopo la liberazione l’operina è stata eseguita in tanti paesi, in Italia, però, vi sono state rare esecuzioni e finora Brundibar è pressoché sconosciuta, anche se si comincia a rappresentare soprattutto in occasione del 27 gennaio Giornata della Memoria della Shoah, una delle più terribili tragedie del novecento

Qui di seguito la traduzione in italiano a cura del prof. Massimo Celegato
Disponibile anche in formato pdf

8 Responses to “Brundibar”

  1. […] storia dell’opera Brundibar è riportata su queste pagine insieme alla traduzione in italiano dal testo di Adolf Hoffmeister in una versione ritmica a cura […]

  2. Margherita Marengo says:

    Sono un’insegnante di scuola elementare di Torino, vorremmo rappresentare in occasione del giorno della memoria alcune parti di Brundibar, non sono riuscita a trovare la partitura, potete aiutarmi?
    Vi sarei molto grata dell’aiuto, mi basterebbe anche solo sapere dove trovarla, se poi voi poteste mandarmela serebbe perfetto, grazie. Cordiali saluti margherita Marengo

  3. Raffaele Biondi says:

    Sono il presidente di un’Associazione Culturale della provincia di Brescia. Vorrei organizzare la rappresentazione di Brundibar e mi servirebbe la partitura. Dove è possibile trovarla? Me la potete mandare voi? Grazie e un saluto.

    Raffaele Biondi

  4. piero says:

    A beneficio degli interessati, la partitura originale (riduzione per coro, in inglese, tedesco e ceco) si puo’ trovare anche presso Ricordi Mediastores, Via Ugo Foscolo, 3 (galleria Vittorio Emanuele II), 20121 Milano, tel. 02-86460272 – orari di apertura: lun-sab: 10.00-23.00 dom: 10.00-20.00.

  5. Cosetta Piva says:

    Sono un’insegnante di musica di una piccola scuola media della provincia di Modena (Cavezzo) . Quest’anno con un gruppo di volenterosi ragazzi ci siamo impegnati ed abbiamo preparato una versione (senza le parti polifoniche ) di Brundibar.
    Come testo base in italiano abbiamo utilizzato il vostro che ci è stato davvero prezioso ; lo abbiamo modificato in alcuni punti per assecondare le nostre esigenze .Questa sera abbiamo la prima, siamo molto emozionati e carichi :si tratta di una bellissima esperienza che è stata possibile grazie anche al materiale che avete messo a disposizione .Grazie :-))
    Cosetta Piva ed il gruppo di Teatro in Musica della scuola secondaria di primo grado “D.Alighieri” di Cavezzo

  6. piero says:

    Grazie mille del suo commento e complimenti per il vostro lavoro, speriamo davvero che la vostra serata sia un grande successo. Inoltrerò il suo commento al Maestro Fioretto. Cordialità

  7. Silvia says:

    Vorrei avere informazioni su chi posso contattare per il coro che ha sede a Montecchio. E’ per mia filgia di 10 anni. Grazie

  8. rchka says:

    In some lands exile is the greatest punishment; in others, the greatest humanitarians should fight for it.

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